EXPO2015: Il trenino dei cibi smarriti

Il trenino dei cibi smarriti 03      06

Nella Città delle Pecore, nel tecnologico Regno della Terra, un bel giorno non c’è più cibo. Creme di zucca e tortine di fieno? Finite. Succhi di trifoglio? Finiti. Gelati e surgelati di fiori di campo? Deliziose erbette in scatola? Finite. Frigoriferi e freezer vuoti. In stazione arriva l’allegro trenino che puntualmente rifornisce i negozi della città, e fa bella mostra del suo affascinante locomotore e delle sue carrozze da sogno; ma anch’esso è vuoto.

Allora il montone Muffolone, stanco di stare a capo di un gregge mansueto e arrendevole come quello, appunto, delle pecore, prende la parola: «Andiamo da soli a prenderci il nostro pranzo! Noi pecore non abbiamo paura di niente!». Così il gregge sale sul treno, un lungo fischio e via!

Il viaggio porta fino al Regno dell’Aria, popolato da simpaticissimi uccelli, che trascorrono la loro vita cinguettando e acchiappando al volo insetti, oppure, beccando durissimi semi che crescono nei frutti degli alberi. No, questo cibo non è adatto alle pecore, riprendiamo il viaggio. Eccoci arrivati al Regno dell’Acqua, dove si fa amicizia coi poetici e silenziosi abitanti del mare, che si nutrono di alghe. Ma che sapore amaro… No, anche qui è impossibile trovare cibo. Stanche e deluse, le pecore tornano in città. Però con i regali ricevuti dai nuovi amici dei due Regni visitati, semi e acqua, mescolati alla terra secca e inutilizzata di cui è ricco il loro Regno, con grande sorpresa vedranno nascere un giardino con i più squisiti e fioriti tipi di erbe e piantine, con cui prepararsi deliziose zuppe, torte dolci e salate, tisane, dessert: chi più ne ha più ne metta! Bambini non mangiate mai i fiori? Ah, no? Nemmeno la camomilla?

di e con Mario Bertasa

Il trenino dei cibi smarriti 01      Il trenino dei cibi smarriti 11      Il trenino dei cibi smarriti 08

Lo spettacolo è scandito da magici scenari che via via si aprono sui diversi lati delle carrozze del trenino di legno. La semplice e poetica storia si arricchisce così con la scoperta  di ricchi sfondi e oggetti realizzati con materiali riciclati.

Il trenino dei cibi smarriti 04      Il trenino dei cibi smarriti 10

Che cos’è un “tananai”?

Tananai è un termine di etimologia incerta presente in numerosi dialetti dell’arco alpino, che indica sia un oggetto di cui non si sa che farsene, ormai inservibile, o un giocattolo costruito dai bambini con materiali di recupero, ma anche il ragazzo che nella sua crescita è rimasto un po’ “indietro” o più in generale il buono a nulla, il sempliciotto.

logo Tananai

Aprile 2015: da un progetto di Mario Bertasa nasce una nuova realtà artistica, Tananai, prodotta da ArtEventualeTeatro.

Il progetto Tananai inizialmente ha un duplice obiettivo:

– è il nome artistico con cui Mario Bertasa si presenta al pubblico quando realizza gli spettacoli del suo repertorio per l’infanzia; presto sarà anche il nome con cui si presenterà al pubblico nella realizzazione  di performance originali in contesti urbani e di teatro di strada/piazza: in tale ambito sta elaborando un progetto originale di clown/mimo, Nature is speaking! - E’ la natura che parla!

– intende aggregare risorse creative delle nuove generazioni ad un laboratorio di gestazione per progetti e produzioni per lo spettacolo dal vivo e la creazione artistica. Attualmente Mario Bertasa, oltre a sviluppare ricerche linguistiche e multidisciplinari nell’ambito dell’art performing, con ricadute sia sulle sue creazioni per l’infanzia sia sulla realizzazione di spettacoli ed eventi per un pubblico adulto, sta sviluppando una progettualità artistica fortemente orientata alla valorizzazione di giovani artisti e creatori che si stanno affacciando al mondo del teatro e delle arti performative.

Natale 2015: Non dire Gnomo se non è nel Sacco

Natale al museo 19    Natale al museo 13

In un piccolo paese in mezzo alle montagne, la notte di Natale, lo Gnomo Teodoro e il suo fidato collaboratore, il Sacco Gilberto, hanno un problema: portati i doni a tutti i bambini del paese, ma proprio tutti, avanza comunque un pacco. Mentre cercano di risolvere il guaio, incappano in un palazzo misterioso. Ci entrano. Ci si perdono. Un palazzo pieno di scaffali, come un supermercato, o una biblioteca, e dove non ci sono bambini, ma solo tante creature strane. Anche Il custode, lo scienziato Otto Pantofolen, è un tipo decisamene bizzarro, ma gentile, e fa conoscere a Teodoro e Gilberto diversi animali esotici: un tucano dispettoso, un pellicano che ha paura di perdere un pesce catturato dal suo becco grande come un sacco, un varano goloso di gnocchi al pomodoro, un mandrillo rapper che duetta con un pitone, uno scheletrico mammuth che canta a due voci la storia della sua vita, un’aragosta e un cavalluccio marino che, giocando nel loro acquario… mordono chi li tocca!. Fuori dalla porta un pupazzo di neve, venuto apposta dalla lontana Siberia, bussa e bussa per poter entrare anche lui. È qui la festa? E così, tra luci, decorazioni, panettone e gnocchi di tutti i gusti, si festeggia il Natale in compagnia; ma ecco l’ultimo colpo di scena: in una stanza di quello strano museo, nella Savana Room, è nato il cucciolo della leonessa e del leone! Abbiamo finalmente scoperto per chi era il regalo rimasto nel sacco!

testo, scene e sagome animate Mario Bertasa

con Marco Polidori e Mario Bertasa

Natale al museo 5     Natale al museo 10

In un mélange di teatro d’attore e di figura, di comicità e intensa poesia, gli incontri con tanti animali simpatici e bizzarri portano i due protagonisti, e il loro pubblico, a riflettere su una dimensione profonda del Natale, festa del nascere che, rinnovando la memoria di un Bambino nato più di duemila anni fa, celebra il dono della vita in tutte le sue forme meravigliose.